| Alberto's profileLe persone ci piacciono ...PhotosBlogLists | Help |
|
Le persone ci piacciono per i pregi, ma le amiamo con i loro difetti.Studia di farti amare (d. Bosco) May 22 L'ABBRACCIO DI UNA MADREOggi ho visto una mamma abbracciare il figlio che piangeva, ed ho capito una cosa.
Se sbagli, se ti comporti male, se fai del male, se fai rimaner male qualcuno,
se ti arrabbi, se fai arrabbiare, se... se... se...
qualunque cosa tu faccia, in qualunque circostanza, l'unica cosa che sistema tutto con le persone che ti amano, se le ami ...è un abbraccio! Un sincero abbraccio che toglie la voce ad ogni parola ...ma dice tutto.
Un abbraccio che consola, che ricostruisce, che ricongiunge, che perdona e dice.
Un abbraccio che non può trovare resistenza ne rifiuto,
perchè parla il linguaggio dell'amore.
Un abbraccio che ci vuole forza per dare
...ma che ottiene il risultato sperato oltre ogni ostacolo. CAMBIAMENTOPoco fa parlavo con una ragazza, la quale si lamentava del fatto che
"il suo ragazzo non cambia mai"...
...ma di chi ti sei innamorata? Di lui o di un altro? Del tuo ragazzo
o del ragazzo ideale che hai in mente?
Mi chiedo: Ma una persona cambia? ...in un certo senso NO. Una persona cresce, matura ...ma resta fondamentalmente se stessa: più equilibrata, più seria e responsabile, capace di relazioni più importanti...
Inutile voler essere diversi da ciò che siamo: PREOCCUPIAMOCI DI CRESCERE E MATURARE.
QUESTO E' IL VERO CAMBIAMENTO. DISPONIBILITA'Se ti serve un piacere, chiedilo a chi ha molte cose da fare ...ti dirà di si.
Se invece credi che chi è più libero sarà più disponibile, andrai incontro ad un no.
Infatti chi è oberato dal lavoro, il più delle volte lo è perchè ha un animo generoso, e se può, cerca di accontentare tutti anche a discapito di se stesso.
Non così invece per chi mette sè al centro. May 04 VUOTO DENTROGuardare il volto triste di un sedicenne che dice sconsolato: "Mi sento vuoto dentro".
Non è una bella esperienza, soprattutto se si intuisce che è l'esperienza di tanti giovani che non hanno un motivo per cui vivere, un ideale per cui lottare, un obiettivo verso cui tendere. Il "vuoto dentro" è quel "non senso" che caratterizza tanti giovani ...ma non tutti, per fortuna.
Una volta (mi sembra di essere mio nonno), andavamo all'oratorio, ci si trovava ogni giorno per stare assieme, si giocava si "faceva qualcosa" ...ed il tempo passava riempiendosi di quel valore che lo qualificava: la pienezza data da relazioni amicali che ti fanno sentire qualcuno perchè ti fanno sentire amato; ti fanno sentire importante perchè utile a qualcuno o per qualcosa.
Questo è ancora possibile, mi basta pensare a quello stesso giovane che si sente vuoto dentro e che oggi aveva il cuore "pieno", addirittura traboccante di gioia. Aveva il cuore pieno perchè ha festeggiato il suo compleanno attorniato da alcuni veri amici, e si è sentito amato.
Oggi non c'è stato bisogno di farsi una canna o di bere fino a "spaccarsi" ...perchè ciò che ha dato senso alla sua giornata è stato l'Amore gratuito, quell'amore di cui tutti abbiamo bisogno, e che tutti possiamo donare ...solo che questo comporta fatica, perdita di se stessi; comporta il mettersi in gioco, il compromettersi ...l'impegnarsi.
Il gioco vale la candela ...ma molti giovani non sanno da che parte iniziare ...non sono disposti a rischiare.
E così, si sentono vuoti dentro. Come diceva una mamma ieri alla radio: "Abbiamo tolto il Cielo ai nostri figli, ed ora loro sono costretti a ricorrere alla droga e all'alcol per illudersi di raggiungerlo". Ecco il nocciolo della questione: Dio, Colui che ti chiede di amare il prossimo tuo, di dare la vita per gli amici, di amare i nemici, di perdonare ...è la Sua Via quella che conduce alla pienezza di Vita, perchè è Lui la Vita. March 30 NON TI SOPPORTO......ma ti SUPPORTO! Questo dovrebbe essere l'atteggiamento gratuito del cristiano, che si sforza di andare d'accordo e di instaurare relazioni positive con tutti coloro che gli stanno attorno. Non una passiva sopportazione del nemico e talvolta addirittura dell'amico, ma un costruttivo rapporto di solidarietà e sostegno: morale, pratico, concreto. Dare una mano a chi ci sta attorno, "facendo il tifo" per coloro che non devono essere visti come minacce ma come risorse; non come attentatori delle mie prerogative, ma come opportunità per donarsi ed aprirsi al mistero dell'altro che incontro.
Quante volte le nostre relazioni sono "trascinate" per dovere? ...scuola, lavoro, parrocchia (!), squadra sportiva...
E non ci accorgiamo che una relazione positiva giova a noi prima ancora che all'altro.
Come è facile infierire su chi vive momenti di debolezza ...ed invece dovremmo tendere una mano. Come è facile non aprire gli occhi sulla solitudine e sulla sofferenza dei nostri fratelli ...quando invece dovremmo prendere su di noi la loro croce, per dimezzarne il peso.
BUONA PASQUA. March 03 DOVE SEI, DIO?Tutto è pronto. Le attività sono organizzate, le iniziative programmate, le "cose" sono preparate ...ma Tu Signore, dove sei?
"Io sto alla porta e busso; se uno mi apre io entro e ceno con lui".
Cosa vuoi dire Signore? Non ti abbimo aperto?
Forse no, Signore. Forse ci siamo fatti signori della nostra vita, e ci siamo dimenticati che tutto viene da te, e nulla possiamo senza l'aiuto di Colui che ci dà la forza.
"Chi semina senza di me, disperde".
Nutri il nostro spirito Signore; ispira e guida il nostro agire. Illumina il nostro pensare ed infiamma il nostro cuore perchè come il tuo sappia amare.
"Amatevi, come io vi ho amati".
Ma "se amate i vostri amici, quale merito avete? Amate piuttosto i vostri nemici".
"Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date".
"Chi sarà disprezzato nel mio nome, avrà la Vita Eterna". February 16 POCHE IDEE, STORTE ...E BEN PIANTATE!Un fatto: pochi giorni fa un giovane "tossico" mi è passato accanto con il volto imbronciato e senza neppure guardarmi in faccia, dicendo: "No,no don. Così non si fa. Non me l'aspettavo!" ...e senza dare spiegazioni, ha tirato dritto. Da quel momento in poi, neppure più un saluto, una parola, un sorriso ...come fossimo estranei. Ho cercato di capire cosa fosse successo. Ho scoperto da altri che qualcuno (la famiglia) lo ha costretto ad andare dalla psicologa perchè ha problemi di tossicodipendenza. Poichè lui ritiene di averne parlato solo con me, ha concluso di essere stato tradito; si è convinto che io abbia raccontato in giro le confidenze ricevute e l'abbia inguaiato.
Ho provato a chiarire la faccenda; ho provato a parlare con lui ed anche ad usare intermediari, poichè lui si rifiuta di parlare con me: tutti i ponti sono rotti, le strade tagliate, i canali di comunicazione chiusi! A quanto pare non ci sarà più possibilità di dialogo e recupero della relazione, perchè non vuol parlare, ed anche le motivazioni addotte vengono interpretate come un tentativo di discolparmi: ormai si è insinuato il dubbio ...quindi non sono più degno di fiducia.
Dopo un iniziale momento di rabbia perchè "ingiustamente condannato", ho preso le distanze dal problema e sono giunto ad alcune conclusioni: quando nella mente di qualcuno si fissa un'idea, per quanto irreale possa essere, non la smuovi facilmente, anche perchè essa mette in atto dei condizionamenti, talvolta molto forti. Spesso nella vita bisogna accettare anche le ingiustizie; bisogna accettare le false accuse e condanne; bisogna accettare l'incomprensione. Quando si insinua il dubbio ed il sospetto nelle relazioni interpersonali, si incorre in un grave rischio: la loro repentina rovina! La consolazione (ciò che mi dà pace nonostante tutto) è sapere di non aver colpa e di non aver lasciato spazio al male ...anche se il male è riuscito ad insinuarsi e dividere. Occhio però: se veramente crediamo in una persona, nella sua onestà e lealtà, nella sua amicizia ...prima di dubitare, anche quando tutto depone a suo sfavore, fermiamoci e chiediamo una Luce dall'Alto ...perchè dubitare è umano, continuare a credere, dar fiducia e perdonare è divino. February 01 UN SACRIFICIO TROPPO GRANDE PER UN OBIETTIVO TROPPO PICCOLOCristopher è un ragazzo mantovano di 15 anni, e gioca molto molto bene a calcio. La squadra del Venezia, vedendone le capacità tecniche, l'ha preso tra i suoi titolari, e da settembre si è trasferito qui a Mestre, per non lasciarsi sfuggire questa opportunità di carriera calcistica. A detta dei dirigenti è molto capace, tanto che da prima di Natale lo fanno giocare anche con la categoria superiore: 5 allenamenti alla settimana, ogni pomeriggio dalle 15.00 alle 17.00. ![]() Ieri sera l'ho visto triste, e gli ho chiesto quale fosse la causa. Mi ha raccontato la fatica con cui sta vivendo questa "stagione" della sua vita: "sono lontano da casa, mi mancano i miei e non vedo più i miei amici perchè sto qui tutta la settimana e nel week end gioco le partite; a scuola vado bene, ma per conciliare lo studio con gli allenamenti devo rinunciare a tutto il resto. Ho 15 ann e mi trovo a vivere come un adulto ...sempre dovendo dare il massimo per raggiungere un obiettivo ...ma mi accorgo che questo sacrificio è troppo grande in proporzione all'obiettivo. A me piace giocare a calcio ...ma per passione: ora sta diventando una lotta. Mi dicono che devo tirare fuori la grinta (ma per grinta intendono cattiveria), che devo superare gli altri anche a costo di prevaricarli, che devo essere il migliore, furbo... Il calcio così, a me non piace. A cosa mi serve fare carriera, arrivare anche in serie A (se mai sarà possibile), se poi devo aver sacrificato tutto: la mia famiglia, i miei amici, la mia giovinezza... E se addirittura -come a molti capita- non dovessi andare avanti: a che sarà servito fare tutto questo? Credo che nella vita ci siano delle cose e dei valori più importanti della carriera, dei soldi e del successo: avere amici che ti volgiono bene, una famiglia che ti sostiene e che ti sta vicina, un lavoro anche semplice (ndr: qui Cristopher intende dire un lavoro non prestigioso) ma che ti permetta di viere dignitosamente ed avere degli spazi per te da passare con le persone che ami...". ...non serve aggiungere altro. January 26 PROVE DI AMICIZIASKIN HEAD PER AMORE Un anno fa, in questo periodo, moriva un caro amico di 18 anni: cancro alla testa. Non sto a raccontare cose di lui ...riporto solo un fatto significativo. Quando all'inizio della sua malattia, Patrik ha iniziato la chemioterapia (aveva meno di 17 anni), in pochi giorni si è trovato completamente glabro. L'imbarazzo della nuova situazione, lo tratteneva dall'uscire con gli amici che comunque lo cercavano per stargli vicini. Ad un certo punto, David, capendo quale fosse il vero problema, andò da barbiere e si fece rasare i capelli a zero. Poi andò dagli altri amici e convinse tutti a fare lo stesso. Presentatisi da Patrik, questi non riuscì più a rifiutarsi di uscire con loro, perchè l'imbarazzo era stato vinto da una profonda e delicatissima prova di amicizia. OSTE! ...CANNUCCIA PER TUTTI!!! Qualche anno fa, Ilaria, svegliandosi in un giorno apparentemente normale, si accorse di avere mezza faccia bloccata: una paresi improvvisa. Oltre alla scompostezza dell'assetto facciale, si ritrovò in una inimmaginabile situazione di disagio, provocata dall'impossibilità di bere senza "sbrodolarsi", dall'impossibilità di mangiare come tutti... Cercava di nascondere lo sconforto in cui piombò, dietro il tentativo di continuare una vita normale, fatta di compagnie, amicizie, attività consuete... ma arrivava sempre l'ora della prova. La prima sera in cui si azzardò ad andare in un pub con gli amici, si rese conto solo al momento di ordinare che non sarebbe riuscita a bere. Allora disse con un pò di disagio: "No, grazie. Io non prendo niente". Fred colse subito il problema e si mise ad insistere affinchè ordinasse. Lei pensava che lui non capisse assolutamente il motivo per cui non avrebbe voluto ordinare, e per non creare disagio, sperando di non combinare disastri, chiese una cocacola, sentendo nel cuore l'angoscia per come sarebbe andata a finire. Fu a quel punto che Fred la sorprese con una delicatissima prova di amicizia e dimostrazione di attenzione. Con uno slancio degno di un istrione, sdrammatizzando repentinamente la situazione, urlò al cameriere che si stava già allontanando: "Oste! Cannuccia per tutti!!!" ...fu così che ciascuno, chi la birra, chi la coca, chi il caffè ...bevvero con la cannuccia, come anche Ilaria era costretta a fare. Due fatti quasi banali per la loro semplicità ...ma che dicono la grandezza del cuore di chi sa capire le sofferenze degli amici. RITORNOMolti amici mi mandano mail o lasciano messaggi per chiedere che fine abbia fatto ...perchè il mio BLOG non venga più aggiornato da mesi. ![]() Ebbene, sono ancora vivo, godo di ottima salute ...ma i miei nuovi impegni non mi offrono più tutte le opportunità che avevo prima di gestire ed aggiornare la mia pagina. In ogni caso, ci proverò ...anche perchè avrei molte cose da raccontare!!! BEN RI-TROVATI A TUTTI! August 23 IL SOGNO DELLE DUE COLONNEQualche mese fa, un incontro ha acceso in me un pensiero
che da allora non ha più lasciato la mia mente.
L'incontro era con un anzianissimo prete di Verona, don Francesco: un uomo buono, umile, semplice ...di quelli che con la sola presenza suscitano sentimenti di
stima, rispetto, affetto ed ammirazione.
Sapendo don Francesco delle mie "avventure romane", mi chiese con interesse di parlargliene, e quando arrivai al tema delle missioni di strada con l'adorazione Eucaristica in Piazza Navona e le confessioni celebrate lungo i marciapiedi, i suoi occhi cominciarono a luccicare, e con lo sguardo gonfio di lacrime,
con un velo di tristezza misto a tanta ammirazione disse :
"io non capisco perchè i salesiani non credono più al Sogno delle due Colonne".
Il suo volto, queste parole ed il suo dispiacere intimo, mi hanno fortemente segnato, tanto da affollare insistentemente i miei pensieri.
Vi propongo di seguito il testo del sogno delle due colonne ...e prossimamente alcune riflessioni che ne sono derivate: sul tema dell'Eucaristia
e della devozione a Maria Santissima.
«Immaginatevi -narra don Bosco raccontando il suo sogno- di essere con me sulla spiaggia del mare, o meglio sopra uno scoglio isolato, e di non vedere attorno a voi altro che mare. In tutta quella vasta superficie di acque si vede una moltitudine innumerevole di navi ordinate a battaglia, con le prore terminate a rostro di ferro acuto a mo' di strale. Queste navi sono armate di cannoni e cariche di fucili, di armi di ogni genere, di materie incendiarie e anche di libri. Esse si avanzano contro una nave molto più grande e alta di tutte, tentando di urtarla con il rostro, di incendiarla e di farle ogni guasto possibile. A quella maestosa nave, arredata di tutto punto, fanno scorta molte navicelle che da lei ricevono ordini ed eseguono evoluzioni per difendersi dalla flotta avversaria. Ma il vento è loro contrario e il mare agitato sembra favorire i nemici. In mezzo all'immensa distesa del mare si elevano dalle onde due robuste colonne, altissime, poco distanti l'una dall'altra. Sopra di una vi è la statua della Vergine Immacolata, ai cui piedi pende un largo cartello con questa iscrizione: "AUXILIUM CHRISTIANORUM" (AIUTO DEI CRISTIANI); sull'altra, che è molto più alta e grossa, sta un'OSTIA di grandezza proporzionata alla colonna, e sotto un altro cartello con le parole: "SALUS CREDENTIUM" (SALVEZZA DEI CREDENTI). Il comandante supremo della grande nave, che è il Romano Pontefice, vedendo il furore dei nemici e il mal partito nel quale si trovano i suoi fedeli, convoca intorno a sé i piloti delle navi secondarie per tenere consiglio e decidere sul da farsi. Tutti i piloti salgono e si adunano intorno al Papa. Tengono consesso, ma infuriando sempre più la tempesta, sono rimandati a governare le proprie navi. Fattasi un po' di bonaccia, il Papa raduna intorno a sé i piloti per la seconda volta, mentre la nave capitana segue il suo corso. Ma la burrasca ritorna spaventosa. Il Papa sta al timone e tutti i suoi sforzi sono diretti a portare la nave in mezzo a quelle due colonne, dalla sommità delle quali tutto intorno pendono molte àncore e grossi ganci attaccati a catene. Le navi nemiche tentano di assalirla e farla sommergere: le une con gli scritti, con i libri, con materie incendiarie, che cercano di gettare a bordo; le altre con i cannoni, con i fucili, con i rostri. Il combattimento si fa sempre più accanito; ma inutili riescono i loro sforzi: la grande nave procede sicura e franca nel suo cammino. Avviene talvolta che, percossa da formidabili colpi, riporta nei suoi fianchi larga e profonda fessura, ma subito spira un soffio dalle due colonne e le falle si richiudono e i fori si otturano. Frattanto i cannoni degli assalitori scoppiano, i fucili e ogni altra arma si spezzano, molte navi si sconquassano e si sprofondano nel mare. Allora i nemici, furibondi, prendono a combattere ad armi corte: con le mani, con i pugni e con le bestemmie. A un tratto il Papa, colpito gravemente, cade. Subito è soccorso, ma cade una seconda volta e muore. Un grido di vittoria e di gioia risuona tra i nemici; sulle loro navi si scorge un indicibile tripudio. Senonché, appena morto il Papa, un altro Papa sottentra al suo posto. I piloti radunati lo hanno eletto così rapidamente che la notizia della morte del Papa giunge con la notizia della elezione del suo successore. Gli avversari cominciano a perdersi di coraggio. Il nuovo Papa, superando ogni ostacolo, guida la nave in mezzo alle due colonne, quindi con una catenella che pende dalla prora la lega a un'àncora della colonna su cui sta l'Ostia, e con un'altra catenella che pende a poppa la lega dalla parte opposta a un'altra àncora che pende dalla colonna su cui è collocata la Vergine Immacolata. Allora succede un gran rivolgimento: tutte le navi nemiche fuggono, si disperdono, si urtano, si fracassano a vicenda. Le une si affondano e cercano di affondare le altre, mentre le navi che hanno combattuto valorosamente con il Papa, vengono anch'esse a legarsi alle due colonne. Nel mare ora regna una grande calma». August 14 UNA LACRIMA SUL VISONon so se vi sia mai capitato di imbattervi in una di quelle persone chiuse, scontrose, che non sorridono mai ...una di quelle persone che non danno confidenza, non parlano, non si fidano ...morte dentro.
Quando l'altro giorno mi sono trovato a confessare una di queste persone, che piangendo ed urlando ha detto:
"Che ne sai tu della mia sofferenza? Che ne sai di cosa significhi essere soli? ...dopo la confessione tutti si sentono riconciliati: io mi sento più arrabbiato che mai ...arrabbiato con Dio ...arrabbiato con gli altri perchè sono felici..."
mi sono inchinato davanti alla sofferenza altrui, e mentre dicevo:
"E' vero: io non posso sapere", con l'indice della mano destra gli ho asciugato una lacrima.
Il giorno dopo, questa persona è tornata sorridente, affabile, piena di confidenza, desiderosa di parlare e raccontarsi... Abbiamo parlato a lungo ...mi ha raccontato tutte le cose che diversamente sarebbero morte con lei ...ed alla fine mi ha detto:
"Sai perchè ho parlato con te? Non ho mai creduto che un prete potesse aiutarmi, perchè ne ho conosciuti tanti e mi hanno fatto tutti sempre gli stessi discorsi. Ma sai cos'è che ha fatto la differenza ieri??? ...tu mi hai asciugato una lacrima ...e nella tua mano ho visto la mano di Dio che mi asciugava una lacrima".
Impariamo a tacere e ad inchinarci davanti alla sofferenza di chi soffre; impariamo ad asciugare le lacrime dei fratelli che si sentono soli ...mostriamo al mondo che nessuno è solo, perchè tutti abbiamo un Padre nell'alto dei cieli che ci ama e si prende cura di noi, SE LO VOGLIAMO! June 19 PAUSA ESTIVAGli impegni delle attività estive non mi consentono di aggiornare il BLOG se non di rado ...pertanto non preoccupatevi se non rispondo ai vostri messaggi e non aggiungo interventi. A settembre, riprenderò l'attività regolarmente. BUONA ESTATE A TUTTI June 04 RAGAZZI SOFFERENTINell'ambiente educativo, si definiscono "difficili" quei ragazzi/e che non sono aperti o rifiutano un dialogo educativo, rifugiandosi sovente in esperienze devianti o pericolose, spesso a causa dei grossi problemi che hanno alle spalle e che vivono sulla propria pelle.
Ma sono davvero "ragazzi difficili"? O forse innalzano un'apparente barriera dietro la quale vi è una richiesta d'aiuto? Difficli, perchè? ...perchè sono difficili da educare? ...da avvicinare?
Non sono forse più difficili tutti quei ragazzi/e che, proprio a causa della loro situazione di benessere (stabilità sociale, famiglia, educazione, agio economico, magari impegno parrocchiale o almeno sociale...) si chiudono in un atteggiamento di sufficienza, nel perbenismo, talvolta nell'egocentrismo, nella superbia ...risultando alla fin fine più chiusi allo sforzo di mettersi in discussione (e quindi all'azione educativa) che non i così detti "ragazzi difficili"?
L'esperienza, oltre che la scienza (psicologia e pedagogia) ci insegna che questo loro atteggiamento, altro non è che l'espressione di un disagio interiore, frutto di situazioni di emarginazione, isolamento, solitudine ...in altre parole, di una sofferenza. Questo mi porta a concludere che non sono loro i veri "ragazzi difficili", bensì tanti ragazzi "normali" della nostra civiltà consumista ed edonista. Loro, piuttosto ...sono RAGAZZI SOFFERENTI, o forse SOLI! May 29 SEX CRIMES AND VATICANEccoci al tanto atteso post, su uno di quei temi che 'solleticano' gli appetiti morbosi di tanta gente: la questione del video della BBC sui casi di pedofilia che vedono coinvolti sacerdoti in Irlanda, negli USA ed in Brasile, sul discorso relativo al documento Crimen Sollicitationis, e su tutte le questioni corollarie a questo tema.
E' evidente che i quattro casi presentati riguardano persone psicopatiche, visibilmente malate! E' altrettanto evidente che quei vescovi che hanno affrontato la questione con estrema leggerezza, spostando quei sacerdoti da una parte all'altra senza intervenire, hanno sbagliato.
Quanto a tutto il resto ...bhe, vi invito a leggere l'articolo di Introvigne che linko di seguito, e che non riporto qui per motivi di lunghezza (PERO' FATE LA FATICA DI LEGGERLO!!! ...non restate chiusi in pregiudizi, genericismi ...e talvolta ignoranza).
Infine, preciso un'ultima questione che mi sembra importante: il tema del "silenzio" che sarebbe stato imposto dal Vaticano. Leggendo l'articolo di Introvigne si può capire benissimo la portata di questo discorso ...io aggiungo solo che, al di là della polemica che se ne è voluta fare, la cronaca di questi giorni riguardo al caso di Riano Flaminio (i bambini abusati nell'asilo) dovrebbe dirci qual'è la lungimiranza della Chiesa nell'imporre silenzio su certe indagini e processi, finchè non siano conclusi: tutta la pubblicità fatta al caso Riano, oltre ad aver inquinato le prove, oltre ad aver gettato quintali di fango su tutti (e quindi anche su chi non sta mentendo) ...con tutta probabilità produrrà l'effetto che -come sta accadendo- non si capisca più chi sia realmente colpevole e di che cosa.
|
|
|||||||||||||
|
|